26 maggio 2010 - Il Parco dei Peloritani: una “Infrastruttura sostenibile”?
I Peloritani sono già un Parco, sia dal punto di vista fisico sia sotto l'aspetto formale.
Nell'area individuata ricadono integralmente ben 9 siti di interesse comunitario (Sic), una Zona di protezione speciale (Zps), la Riserva naturale di Fiumedinisi e Monte Scuderi, parte di quella del "Bosco di Malabotta" e oltre 11 mila ettari di Demanio Forestale, una serie di importanti siti archeologici.
Tutta la zona, inoltre, risulta sottoposta a vincolo idrogeologico e, in buona parte, anche al vincolo paesaggistico.
Si potrebbe pensare ad una ipotesi di struttura leggera per la nascita di una esperienza innovativa di Area Protetta condivisa a livello territoriale che utilizzando le Aree come già detto sottoposte a vari regimi di tutela (Demanio Forestale, Aree della Rete Natura 2000 (SIC e ZPS), Riserve Naturali, ecc.) possa avere anche una struttura organizzativa/operativa valida e snella che non gravi con costi aggiuntivi sulle asfittiche casse pubbliche con una struttura burocratico/amministrativa tradizionale.
Se dal punto di vista tecnico-ambientale la strada puo’ essere individuata le difficoltà nascono dall’immaginare una struttura (Consorzio, Unione di Enti, ecc.) che possa essere riconosciuta e diventare soggetto in grado di attingere a bandi e/o risorse Regionali, Nazionali e Comunitarie sotto forma di Associazione di Enti (ARFD, Comuni, Provincia Regionale, Università e Soggetti del Terzo Settore).
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