Un ponte per il futuro: Bozza Strategia Nazionale Biodiversità.
L’obiettivo complessivo che l’iniziativa Onu si era prefissa non è stato raggiunto, ma da subito deve partire una nuova sfida globale verde da adottare ai livelli più alti.
L’obiettivo del 2010, sebbene abbia fornito un quadro di valore per le azioni a tutela della biodiversità, ha mancato dell’opportunità di mobilizzare un significativo supporto pubblico e un adeguato e concreto impegno politico. L’obiettivo di definire la centralità della biodiversità e di pretendere la biodiversità come elemento unificante delle politiche globali e nazionali, da quelle economiche a quelle sociali, e come espressione del prezioso lavoro svolto dalle aree protette, università e istituzioni tecniche e scientifiche, non ha trovato il necessario impegno da parte di tutti i portatori di interesse.
Qualsiasi strategia post 2010 dovrebbe fornire un senso di urgenza ed essere ambiziosa, semplice ma significativa, politicamente rilevante, scientificamente credibile, inclusiva, coerente, semplice e attuabile. Il nuovo obiettivo dovrebbe considerare i driver chiave della perdita di biodiversità e comprendere i tre obiettivi della “Convenzione sulla diversità biologica” (Cbd): conservazione, uso sostenibile, accesso e condivisione dei benefici. L’obiettivo globale della biodiversità certo non è stato raggiunto nel 2010!
Qualsiasi strategia post 2010 dovrebbe fornire un senso di urgenza ed essere ambiziosa, semplice ma significativa, politicamente rilevante, scientificamente credibile, inclusiva, coerente, semplice e attuabile. Il nuovo obiettivo dovrebbe considerare i driver chiave della perdita di biodiversità e comprendere i tre obiettivi della “Convenzione sulla diversità biologica” (Cbd): conservazione, uso sostenibile, accesso e condivisione dei benefici. L’obiettivo globale della biodiversità certo non è stato raggiunto nel 2010!Ma ci sono un certo numero di storie di successo soprattutto a livello nazionale, regionale e locale. Gli obiettivi post 2010 dovrebbero essere costruiti sulla base degli attuali obiettivi 2010 e delle lezioni apprese da questo processo. Per esempio, l’obiettivo è stato utile nell’introdurre la biodiversità nell’agenda politica internazionale, aumentando la consapevolezza politica e pubblica, costruendo partnership tra le istituzioni e promuovendo l’integrazione della biodiversità nei processi politici chiave.
Obiettivi temporali a medio e lungo termine (es. 2020 e 2050) dovrebbero essere fissati tenendo in considerazione gli attuali e altri obiettivi, come quelli del Millennium Development Goals, stabilendo legami tra le agende della biodiversità e i cambiamenti climatici e altri accordi ambientali multilaterali. Questi obiettivi dovrebbero essere una priorità per qualsiasi quadro post 2010 al fine di garantire la misurabilità, il monitoraggio e la valutazione di qualsiasi quadro post 2010 stabilizzando le fondamenta, definendo chiari obiettivi e sotto obiettivi, e concordando un set condiviso di indicatori per misurare la performance. I decisori politici chiave di differenti settori devono essere coinvolti nel processo di definizione degli obiettivi e di speciali obiettivi per i livelli locali, regionali e nazionali.
Il mondo è di fronte a una crisi globale economica che può offrire opportunità di trasformazione a favore della biodiversità. La valutazione dei servizi eco sistemici può fornire lo strumento per il cambiamento e può servire come punto di partenza per muoversi verso un’economia verde e sostenibile. L’obiettivo post 2010 come parte di una nuova sfida globale verde deve essere adottato ai livelli più alti, i capi di Governo e di Stato, fornendo meccanismi per il mainstreaming e integrazione delle politiche, inclusa una cooperazione orizzontale tra i ministeri. Il raggiungimento dell’obiettivo deve essere incorporato nei mandati dei ministri responsabili per i diversi settori chiave, inclusa la finanza, l’agricoltura, la pesca e le foreste, che specifichino sotto obiettivi per quei settori. Qualsiasi obiettivo futuro deve essere integrato nei rilevanti strumenti di politiche nazionali e come un piano di azione nazionale per la biodiversità, piani di sviluppo nazionale ecc.I Governi dovrebbero tenere in considerazione il sostegno dei portatori di interesse come la società civile, la comunità scientifica, le comunità locali e il settore privato: è vitale ottenere una più ampia partecipazione di tutti gli stakeholder nella definizione e attuazione di qualsiasi obiettivo post 2010.
Nella definizione e implementazione di target futuri e relativi indicatori dovrebbero esserci processi guidati di conoscenza scientifica. Gli strumenti che permettono una più forte interfaccia tra scienza e politica, così come la Piattaforma internazionale per la Biodiversità e i Servizi eco sistemici (Ipbes) dovrebbe supportare l’attuazione di qualsiasi obiettivo post 2010.
I “campioni” di biodiversità e i mass media sono essenziali per impegnare le generazioni attuali e future, al fine di garantire un più ampio coinvolgimento di tutta la società. Nella X Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica che si terrà a Nagoya (Giappone) nel mese di ottobre, quando sarà rivisto il target sulla biodiversità del 2010, sarà definita una nuova visione post 2010. Nella Conferenza di Nagoya si prevede l’adozione di una versione riveduta e aggiornata del Piano strategico della Convenzione per la Biodiversità, compresi nuovi obiettivi di biodiversità per il periodo post 2010. La bozza ufficiale di aggiornamento e revisione del Piano strategico sarà preparata dal Segretariato della Cbd e resa disponibile nel mese di febbraio 2010. La proposta licenziata a febbraio sarà la base per l’esame del nuovo Piano strategico e i connessi obiettivi e indicatori da parte della XIV Riunione del Sbstta (Subsidiary Body on Scientific, Technical and Technological Advice) e della III Riunione del Gruppo di lavoro sulla Revisione dell’attuazione, che si terrà a Nairobi nel maggio 2010. La versione aggiornata e riveduta del Piano dovrebbe essere intitolata: “Sostenere la vita sulla Terra: il piano strategico per la Convenzione sulla diversità biologica, 2011-2020”.
L’obiettivo del Piano strategico 2010-2020 è quello di promuovere una più efficace attuazione della Convenzione attraverso un approccio strategico che comprende una visione condivisa, una missione e degli obiettivi che ispirano un’azione corale da parte di tutti i firmatari (le Parti) e gli stakeholder. Il Piano fornirà inoltre un quadro per la definizione di obiettivi nazionali e per migliorare la coerenza nell’attuazione delle disposizioni della Convenzione e le decisioni della Conferenza delle Parti, compresi i Programmi di lavoro. Inoltre, servirà come strumento di comunicazione per attrarre l’attenzione di tutti gli stakeholder e facilitare l’integrazione della biodiversità nelle più ampie agende a livello mondiale e nazionale. (fonte www.ilcacciatore.com)
Giampiero Sammuri
Presidente Federparchi

















