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Libro del mese: novembre 2009 - No People, No Landscape.

  • Scritto da CEA Messina Onlus
Dopo aver illustrato la Convenzione Europea del Paesaggio, il volume evidenzia le difficoltà di attuazione che questa riscontra in Italia, a causa della persistenza di principi legislativi elaborati nella prima metà del secolo scorso.
Da un serrato confronto tra il Codice dei beni culturali e del paesaggio e i nuovi principi europei emergono le contraddizioni di una legislazione che non sembra essere ancora riuscita a gettare le basi per una completa attuazione dei principi della Convenzione.
 
Titolo: No People, No Landscape. La Convenzione europea del paesaggio: luci e ombre nel processo di attuazione in Italia
Pagine: 228
Prezzo: 29,00 euro 
Editore: Franco Angeli
Codice ISBN 13: 9788856805871
Codice ISBN: 8856805871
Autore: Riccardo Priore
 
Secondo la Convenzione europea del paesaggio (Firenze, 2000) il concetto di paesaggio risulta indissolubilmente legato, oltre che al territorio, all'apporto percettivo/progettuale fornito dalle popolazioni. In virtù delle sue disposizioni, gli Stati sono tenuti a prendersi quindi cura del paesaggio in riferimento all'intero territorio, anche quando degradato, anonimo o apparentemente privo di interesse. Questo impegno deve prendere la forma di politiche del paesaggio predisposte associando gli enti territoriali con l'obiettivo di integrare la preoccupazione paesaggistica nelle politiche relative ad altri interessi pubblici e realizzare interventi dinamici e differenziati nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.
In Italia, l'attuazione della Convenzione, ratificata con Legge 14/2006, appare ostacolata dalla persistenza di principi legislativi elaborati nella prima metà del secolo scorso. Tali principi identificano il paesaggio con aree o beni di notevole interesse pubblico sotto il profilo ambientale o culturale, da tutelare essenzialmente attraverso misure di vincolo. 
Dopo aver illustrato la Convenzione in ogni sua parte, l'autore mette a fuoco queste difficoltà tramite un serrato confronto tra le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio e i nuovi principi europei. Da tale confronto, emergono le ambiguità e le contraddizioni di una legislazione che, malgrado i progressi compiuti, non sembra essere ancora riuscita a gettare le basi necessarie per dare completa attuazione ai principi della Convenzione in Italia. In questa prospettiva, nella parte conclusiva del libro, vengono formulate una serie di proposte sul piano sia giuridico che operativo.

Riccardo Priore, funzionario europeo, dal 2006 dirige la Rete europea degli enti locali e regionali per l'attuazione della Convenzione europea del paesaggio (RECEP-ENELC). Grazie ad una formazione universitaria incentrata sul diritto urbanistico ed ambientale ed un'esperienza professionale maturata in ambito internazionale in riferimento alle attività degli enti locali e regionali, ha insegnato 'Diritto europeo dell'autonomia territoriale' all'Università Robert Schuman di Strasburgo (2003-2004) e 'Diritto e politiche europee del paesaggio' al Politecnico di Torino e all'Università di Camerino (2005-2007). Rispetto a queste materie, è autore di una cinquantina di pubblicazioni in alcuni paesi europei tra cui il Belgio, la Francia, la Germania, l'Italia, la Spagna, la Svizzera e il Regno Unito.